ANCHE IL CALZATURIERO CHIEDE MISURE PER LA CRESCITA. DAI DATI ISTAT DI APRILE 2012 EMERGONO PREOCCUPAZIONI PER L'ANDAMENTO DELLE ESPORTAZIONI CHE RICHIEDONO INTERVENTI URGENTI
Dall’analisi dei dati di import/export relativi al primo quadrimestre 2012 forniti dall’ISTAT e rielaborati dall’Ufficio Studi ANCI, emergono segnali di allarme per il settore calzaturiero: per quanto riguarda le esportazioni, nonostante l’aumento del 3,5% in valore e del 15% del prezzo medio, si è registrata una diminuzione del 10% in quantità rispetto ai primi quattro mesi del 2011.
“Siamo fortemente preoccupati per la situazione in cui versano i mercati internazionali e anche per alcuni segnali di allarme che ci vengono da aree importanti per le nostre esportazioni come Russia e Ucraina – afferma Cleto Sagripanti, presidente di ANCI. Questi segnali, che arrivano da un settore come quello calzaturiero che ha comunque dimostrato di saper reagire in questi anni difficili, ci dicono che è tempo di agire subito, con azioni che sappiano unire la forza e la passione delle nostre imprese a interventi concreti di supporto da parte delle istituzioni”.
Il dato tendenziale negativo sull’export in quantità è l’esito di una flessione progressiva che si sta acuendo con il passare del tempo. Infatti, nel singolo mese di aprile, si è registrata una diminuzione del 6,5% in valore e del 16,8% in quantità rispetto ad aprile 2011. Questi dati costituiscono elementi di preoccupazione per l’intero comparto. Senza dimenticare la frenata su alcuni mercati emergenti che invece avevano continuato a crescere anche durante la crisi, come Russia e Ucraina, mentre Cina e Far East confermano ancora buone performance.“Il Governo deve scegliere politiche di sostegno agli asset più importanti dell’economia del Paese – continua Cleto Sagripanti. L’export è senza dubbio un elemento chiave per le nostre imprese e questi segnali devono accelerare tutte le misure necessarie, in primo luogo dando più risorse alla nuova Agenzia per
la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, evitando tagli a supporto di
iniziative importanti come accaduto in occasione dell’ultima edizione di Obuv’ Mir Koži di ottobre.
Credo sia doveroso arrivare a azioni decisive al più presto – conclude Sagripanti – prestando la
massima attenzione a questi segnali che interessano un settore solido come quello calzaturiero,
che chiede risposte mirate, concrete e soprattutto in tempi rapidi”.