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CONTINUA L’INVASIONE DELLE CALZATURE CINESI: SI ASPETTANO RISPOSTE CONCRETE DA MANDELSON ALL’INCONTRO DEL 19 GENNAIO

Soldini, presidente di ANCI: “chiederemo nuovamente interventi urgenti di fronte ai nuovi dati che rivelano aumenti di import cinese superiori al 300%”


Sono stati resi noti dalla Commissione Europea, tramite il sito preposto, i dati dei primi 10 mesi 2005 riguardanti l’import dalla Cina nella UE relativamente alle voci doganali delle calzature sottoposte a sorveglianza. La percentuale di aumento medio dell’import dalla Cina nella UE25 per le voci con tomaio in pelle uscite dalle quote il 1° gennaio 2005 sfiora il 300%, con punte di quasi il 700% per alcuni codici doganali e con una ulteriore flessione del prezzo medio del 25%. Una situazione ancora più preoccupante se si considerano anche le calzature con tomaio in sintetico/gomma monitorate: la crescita complessiva dopo la fine delle quote è stata del 323% in volume con una contemporanea diminuzione del prezzo medio del 36%.

Sarà questo il contesto nel quale verrà discusso l'esito della procedura antidumping verso Cina, Vietnam e India per l'adozione urgente dei dazi compensativi il prossimo 19 gennaio dai vertici di ANCI e il Commissario Mandelson.

“La situazione - commenta Rossano Soldini, Presidente di ANCI-Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani - continua ad aggravarsi perché i dati si riferiscono ad un periodo (10 mesi) molto più lungo rispetto ai precedenti confronti, e testimonia ormai l’impotenza dell’Unione Europea di fronte a questo fenomeno senza il pieno accoglimento delle richieste avanzate da ANCI e dalla CEC, la federazione dei calzaturieri europei. Mi riferisco innanzitutto all'adozione urgente di dazi compensativi, che pongano fine alla ormai troppo lunga procedura antidumping.”

I calzaturieri italiani infatti stanno ancora attendendo l’adozione di dazi antidumping dopo l’avvio ufficiale della procedura sulle calzature in pelle contro Cina e Vietnam e sulle calzature di sicurezza contro Cina e India del luglio scorso; una procedura che già riconosce implicitamente la necessità di riequilibrare l’asimmetria competitiva che si è creata con questi tre paesi, ma che ancora non ha avuto effetti concreti. I provvedimenti antidumping, la cui adozione si basa su indiscutibili dati oggettivi, devono peraltro essere accompagnati dalla conclusione della proposta relativa alla obbligatorietà del marchio di origine per i prodotti importati in Europa, un’altra delle richieste di ANCI.

“Rileviamo inoltre con soddisfazione – continua il presidente Soldini - l’iniziativa del Ministro della Salute Storace per l'effettiva attuazione dei controlli sanitari sulle calzature importate, anche in esecuzione di Direttive Comunitarie.”

“Il prossimo incontro con Mandelson – conclude Rossano Soldini - metterà in chiaro quali siano le reali intenzioni della Commissione. Di fronte a questi nuovi dati ci attendiamo sviluppi concreti sul fronte dei dazi compensativi”.

17 Gen 2006






 

 

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