Il settore calzaturiero italiano

Nel 2022 l’Italia si è confermata di gran lunga il primo produttore di calzature dell’Unione Europea (con 161,9 milioni di paia prodotte, circa 1/3 del totale).
E’ il dodicesimo produttore per numero di paia nel mondo.
E’ l’ottavo Paese esportatore a livello mondiale in volume, ma il terzo in termini di valore, dietro a Cina e Vietnam [dati 2022, WorldFootwearYearbook, edizione 2023].

L’Italia è da sempre leader indiscusso tra i produttori di calzature di fascia alta e lusso, ad elevato contenuto moda.

Il settore calzaturiero italiano è uno dei pilastri del Sistema Moda.
Conta circa 3.500 aziende, oltre 73.000 addetti e un saldo commerciale da sempre attivo (5,75 miliardi di euro nel 2023).
Il 2023 è stato un anno a più velocità per il calzaturiero italiano, in cui alle performance brillanti del primo trimestre, con aumenti a doppia cifra per export e fatturato, è seguito un progressivo rallentamento.
I dati a consuntivo elaborati per Assocalzaturifici dal Centro Studi di Confindustria Moda mostrano una variazione positiva (per quanto debole) nel fatturato (attestatosi a 14,58 miliardi di euro, +0,6% sul 2022) e nelle vendite estere a valore (che hanno sfiorato i 12,7 miliardi, +0,2%), con arretramenti non trascurabili in termini di volume.
L’andamento recessivo della domanda in termini di quantità, sia sul fronte interno che sui mercati internazionali, ha fortemente penalizzato la produzione nazionale, scesa a poco meno di 148 milioni di paia, per un valore stimato invece in crescita a 8,9 miliardi di euro per effetto delle dinamiche inflattive che hanno dominato buona parte dell’anno.

Il settore rappresenta una realtà di estrema rilevanza quali-quantitativa nell’economia italiana.
Il successo del comparto é collegato alla vivace iniziativa imprenditoriale ed alla tipica struttura del settore, che si pone in un contesto di “filiera” costituito da un sistema di sub-fornitura materie prime, concerie, componenti, accessori, produttori di macchine, modellisti e stilisti.

Ne deriva una concentrazione territoriale di aziende in aree organizzate in distretti, situati prevalentemente in 7 Regioni: Marche, Toscana, Veneto, Campania, Lombardia, Puglia ed Emilia Romagna, interessando ben 23 province.

La primaria posizione nei mercati internazionali dell’industria calzaturiera italiana é dovuta ad una forte capacità competitiva, basata sulle superiori caratteristiche qualitative del prodotto, sulla rilevante capacità innovativa nei procedimenti di fabbricazione tradizionali e capacità di lavorazione degli operai calzaturieri, supportate da scuole di formazione esistenti sul territorio, tecnologicamente e stilisticamente all’avanguardia.

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