Il settore calzaturiero italiano

Nonostante la congiuntura negativa, nel 2024 l’Italia si è confermata di gran lunga il primo produttore di calzature dell’Unione Europea (con 125,1 milioni di paia prodotte, poco meno del 30% del totale).
E’ il tredicesimo produttore per numero di paia nel mondo.
E’ il decimo Paese esportatore a livello mondiale in volume, ma il terzo in termini di valore, dietro a Cina e Vietnam, ed il secondo in valore, dietro al Vietnam, con riferimento alle sole calzature con tomaio in pelle  [dati 2024, WorldFootwearYearbook, edizione 2025].

L’Italia è da sempre leader indiscusso tra i produttori di calzature di fascia alta e lusso, ad elevato contenuto moda.

Il settore calzaturiero italiano è uno dei pilastri del Sistema Moda.

Conta oltre 3.300 aziende, circa 71.000 addetti e un saldo commerciale da sempre attivo (5,02 miliardi di euro nel 2024).

Come illustrano i dati elaborati per Assocalzaturifici dal Centro Studi di Confindustria Accessori Moda, il 2024 si è chiuso con andamenti sfavorevoli in tutte le principali variabili.
Colpito dal calo dell’export (-8,1% in valore su gennaio-dicembre 2023) e dalle difficoltà sul mercato interno (dove i comportamenti d’acquisto della clientela sono stati guidati ancora una volta dalla cautela e dall’attenzione al prezzo, in un contesto di forte competizione coi fornitori esteri), il fatturato annuo settoriale è sceso a 13,21 miliardi di euro (-9,4%, quasi 1,4 miliardi in meno sul 2023), mentre la produzione nazionale ha subìto una sensibile battuta d’arresto, attestandosi a 125,1 milioni di paia (-15,4%), per un valore di 7,7 miliardi di euro.
L’anno è stato caratterizzato sin dall’inizio da una marcata riduzione degli ordinativi che – in un clima di grande incertezza tra tensioni geopolitiche, nuovo aumento dei costi energetici e rallentamento di importanti economie – ha interessato significativamente anche il lusso.

Il settore rappresenta da sempre una realtà di estrema rilevanza quali-quantitativa nell’economia italiana.
Il successo del comparto é collegato alla vivace iniziativa imprenditoriale ed alla tipica struttura del settore, che si pone in un contesto di “filiera” costituito da un sistema di sub-fornitura materie prime, concerie, componenti, accessori, produttori di macchine, modellisti e stilisti.

Ne deriva una concentrazione territoriale di aziende in aree organizzate in distretti, situati prevalentemente in 7 Regioni: Marche, Toscana, Veneto, Campania, Lombardia, Puglia ed Emilia Romagna, interessando ben 23 province.

La primaria posizione nei mercati internazionali dell’industria calzaturiera italiana é dovuta ad una forte capacità competitiva, basata sulle superiori caratteristiche qualitative del prodotto, sulla rilevante capacità innovativa nei procedimenti di fabbricazione tradizionali e capacità di lavorazione degli operai calzaturieri, supportate da scuole di formazione esistenti sul territorio, tecnologicamente e stilisticamente all’avanguardia.

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